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Scuola di ballo Salsa Lovers
Corsi di salsa, merengue, bachata e cha cha, lezioni private, coreografie, spettacoli gestualità femminile e maschile
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Sembra proprio che questo box azzurro sia un chat, semmai dovessi esserci sarà tra le 13 e le 13.30, voi usatela come volete
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L'integrazione delle parti scisse dell'anima sembra far emergere un atteggiamento più realistico nei confronti delle persone che ci circondano. Alcuni sentono che è più facile accettare gli altri, forse perchè sono finalmente in grado di accettare sé stessi. Ad altri, invece, dopo una verifica più realistica della loro vita, può accadere di rendersi conto che determinati rapporti sono improntati alla sopraffazione e vanno troncati. Indipendentemente dalla situazione molti si rendono cono che il modo in cui si relazionano agli altri subisce un cambiamento.
Tratto da "Il recupero dell'anima - Tecniche sciamaniche per risanare il Sé frammentato" di Sandra Ingerman Edizioni Crisalide
A volte capita che il rapporto con una persona diventi stancante o vuoto, si sente di non essere più arricchiti né che ciò che offriamo viene accolto, oppure lo scambio tra il dare e il ricevere è fortemente sbilanciato. Qualsiasi siano le ragioni per cui, dopo vari tentativi di risanamento, sentiamo che un rapporto è giunto alla sua fine, può succedere che siamo restii a lasciare andare questa persona oppure non prendiamo l'iniziativa per separarcene.
Quando ciò succede, ci viene data una grande opportunità per capire quali bisogni cerchiamo di soddisfare instaurando rapporti con le persone.
La guarigione sciamanica, o le altre pratiche finalizzate ad aumentare la consapevolezza, possono aiutare ad uscire dai meccanismi che ci inducono a ripetere schematicamente gli stessi "errori" rapporto dopo rapporto.
http://essereluce.altervista.org/
C'era una volta un bambino che per sua sfortuna non aveva mai imparato a camminare, i medici dicevano che non aveva nessuna malattia, ma lui comunque non aveva mai imparato.
Dato che trascorreva molto tempo seduto o sdraiato, uno dei suoi passatempi preferiti era guardare il cielo, gli piaceva sopratutto la notte, così suo padre gli costruì una tenda, che stava sempre montata nel grande giardino, con una finestra trasparente sul soffitto.
Una notte Tomas (come Thomas, ma senza "h") era nella tenda e guardava il cielo, nel cielo stellato c'era una stella molto luminosa e bella e lui desiderò moltissimo andarci, il suo desiderio era così forte che le creature del prato lo sentirono, sentirono le parole provenire dal suo cuore, e gli si avvicinarono. Una fata gli chiese: "Davvero, tu, vuoi andare su quella stella? Così lontano da qui?". Tomas disse: "Si, lo voglio. Se potessi camminare come tutti gli altri bambini, oggi avrei fatto tutti i passi che servirebbero per coprire la distanza tra qua e quella stella, quindi voglio andarci." La fata disse: "Allora chiudi gli occhi e conta fino a tre, al tre li aprirai e ti troverai sulla stella."
Così Tomas contò: "Uno... due... tre..." e aprì gli occhi. Si trovava in un grande prato illuminato dal sole, con sua grande sorpresa poteva stare in piedi e persino camminare, così si mosse sul prato, ad ogni passo sentiva dei campanelli suonare: i fiori multicolori tintinnavano se venivano scossi e Tomas si divertì a correre in ogni direzione per creare la musica, il passaggio di Tomas faceva cantare il prato. Tomas raggiunse un ruscello, sarebbe sembrato un ruscello normale se non fosse che i ciottoli sul fondo erano tantissimi cristalli colorati e trasparenti che ad ogni curva o spruzzo dell'acqua riflettevano la luce creando tantissimi arcobaleni, sembrava un ruscello fatto di arcobaleni. Incontrò anche persone e animali, che in apparenza potevano sembrare normali, ma nel suo cuore sentiva che erano diversi, erano in qualche maniera più belli. Tutto in quel posto era perfetto e lui era felice.
Un giorno però gli sembrò che tanta perfezione fosse artificiale, non tanto per gli abitanti della stella, ma per sé stesso, era nel prato musicale e desiderò tornare a casa, il suo desiderio era così forte che le creature del prato lo sentirono, sentirono le parole provenire dal suo cuore, e gli si avvicinarono. Una fata gli chiese: "Davvero, tu, vuoi tornare a casa?". Tomas rispose di si. La fata suggerì: "Allora chiudi gli occhi e conta fino a tre, al tre li aprirai e ti troverai a casa."
Così Tomas contò: "Uno... due... tre..." e aprì gli occhi. Si trovava sdraiato nella tenda con la finestra sul soffitto a chiedersi se davvero ci fosse andato su quella stella o se fosse stato tutto un sogno, una fantasia.
Al mattino la mamma gli portò la colazione nella tenda e mentre ripiegava i suoi vestiti si accorse che, attaccato ad un calzino, c'era un piccolo fiore che, se scosso leggermente, emetteva un piacevole tintinnio.
Storia che una piacevole compagnia, un prato ed un cielo stellato hanno regalato a Soledimattino.
Estiva
Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell’albe senza rumore -
ci si risveglia come in un acquario -
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca,
stagione estrema, che cadi
prostrata in riposi enormi,
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell’ordine che procede
qualche cadenza dell’indugio eterno.
(Vincenzo Cardarelli)
Presa da qua
Usare la borsa vintage e il cappello come fossero soprammobili.
Tutto ha diritto a vivere. Ma cosa contiene "tutto"? Tutto sono anche le cose che non ci piacciono di noi stessi, tutto sono anche le persone che suscitano emozioni che preferiremmo non provare, tutto sono anche i responsabili degli orrori contro la vita. E una frase semplice come "Tutto ha diritto a vivere" diventa una delle più grandi ricerche personali.
Mi è venuta un'idea, non so sono la prima ad averla, ma non importa, la regalo a chiunque la apprezzi.
In questo mondo c'è un urgente bisogno di una nuova linea di abbigliamento, ho già pronto il nome:
HOMEDRESS
Trattasi di una linea di abiti comodi e belli, di quelli che non infastidiscono se ci si muove, se ci si sdraia sul divano se ci si siede a terra a giocare con il nipotino e non ci fanno entrare in panico quando il postino suona il campanello per una raccomandata. Basta con quelle tute che fanno calare il desiderio del partner!
La linea non deve dimenticare calzature adatte a chi ami camminare con le calze, e a differenza dei calzettoni devono valorizzare queste caviglie e piedi, che finalmente non si debba aspettare di uscire a cena per mostrare la peducure.
Mi immagino questa linea piena di colori, tessuti naturali e leggeri, che non stingano e non si debbano stirare, vedo ricami e accessori utili per raccogliere i capelli (spero che certi mollettoni vengano banditi per legge). Vedo richiami etnici, stampe che facciano sognare viaggi esotici e romantici incontri... con la persona che amiamo e che tra poco tornerà a casa.
postato da:
soledimattino alle ore 19:42 |
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commenti (2)
categorie:
natura, donne, vita, casa, progetti, arte, abbigliamento, scarpe, bellezza, donna, idea, benessere, creatività, libertà, capelli, eleganza
Un nonno parlava con suo nipote di molte cose. Disse: "E' come se nel mio cuore ci fossero due lupi che stanno combattendo. Il primo è vendicativo, arrabbiato, violento, mentre il secondo è affettuoso, compassionevole e forte". Il nipote chiese al nonno: "Quale dei due vincerà la battaglia nel tuo cuore?". Il nonno rispose: "Quello che io nutrirò". (Sandra Ingerman - Come liberarsi da pensieri intossicanti)
Sacralizzare l'esistenza è tipico degli sciamani: significa restare fuori dal giudizio, ovvero una preghiera è tanto sacra quanto il lavoro, una chiesa quanto un sasso, un maestro quanto un uomo qualsiasi... significa stare fuori dal dualismo e connettersi al tutto, significa anche perdere l'individualità per sentirsi parte dell'universo e tornare a sè stessi per onorare la vita che siamo nati per vivere.
Un amico mi ha fatto questo regalo:
Poesia di Erri De Luca
Valore
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Ieri in milonga ho ballato con un maestro che mi piace moltissimo. Dopo il secondo tango si è stupito che ballassi solo da settembre e mi ha detto che secondo lui diventerò una bravissima milonguera per come sento la musica e seguo il cavaliere.
In realtà non con tutti ballo come ho fatto con lui: affidandomi totalmente, del resto non riesco ad avere con tutti lo stesso feeling.
Alla fine del quarto tango mi ha fatto il più bel complimento mai ricevuto in milonga, mi ha detto: "Grazie, anche se balli da pochissimo mi hai emozionato."
Non riesco ad immaginare un complimento più bello.
Immagina, oggi sul tuo tavolo compare un libro, è il libro che contiene tutte le risposte dell'universo, quelle che appartengono al passato, al presente e anche al futuro. Ad ogni domanda il libro ha la giusta risposta.
Hai la possibilità di fare UNA SOLA DOMANDA, che domanda gli vuoi porre ora?
Tutto ciò che diciamo non influenza solo le persone con cui stiamo parlando, ma anche la gente che incontreranno e i loro figli per generazioni. La nostra responsabilità sta nello scegliere le parole affinchè siano portatrici di doni e non inquinino gli animi con le nostre paure e credenze limitanti.
Perchè le cimici fanno tutto quel rumore volando? Perchè sbattono ovunque? Cosa non va nel loro radar? Perchè poi cadono sulla schiena e le ritrovi morte? E perchè a volte puzzano anche se non vengono importunate?
Me lo domando ogni primavera